Dicembre 2015

Emergenza casa a Bologna, l'ex studentato diventa palestra d'integrazione

L'esperienza di via della Beverara 129: un tetto per trenta famiglie, ma anche laboratori e bottega solidale                                                                  02 dicembre 2015 di CATERINA GIUSBERTI

 

Laboratori informatici, una scuola di falegnameria, un doposcuola e una bottega solidale per fare la spesa gratis. Il condominio sociale di via Beverara 129, dove da un anno abitano 120 persone in emergenza abitativa, cerca di mescolarsi con il vicinato, aprendo le porte e offrendo un ventaglio di attività gratuite. E' una periferia in trasformazione, quella di via Beverara, così piena di cantieri che per arrivarci è impossibile non perdersi. All'incrocio delle strade le signore alla finestra fungono da segnaletica vivente, meglio dei vigili urbani. "Cerca il 129 anche lei?". Su uno stesso spiazzo, convivono le nuovissime aule dell'Università (facoltà di biotecnologia e farmacia), panni stesi, bande di ragazzini in fuga da scuola e casalinghe di mezz'età. Siamo dietro al Museo del Patrimonio Industriale, accanto all'ex campo di via Erbosa, a pochi passi dalla lapide che ricorda i rom uccisi dalla Uno Bianca. In fondo allo spiazzo l'Università ha costruito una lunga sfilza di orti di condominio. Nel mezzo, da un anno, c'è un condominio sociale gestito da Asp, nella sede dell'ex studentato degli anni Settanta, di quando per dirla con le parole di un residente, "si pensava che le grandi povertà andassero messe insieme e si crearono solo dei ghetti". Spazi che adesso il Comune tenta riutilizzare, destinandole a scopi sociali.

Emergenza abitativa. In via Beverara 129 abitano 32 famiglie, 120 persone, a un canone di 150 euro più spese. Come il Galaxy, anche se ha fatto meno scalpore perché qui gli inquilini non arrivano da un'occupazione. Ma l'esigenza resta la stessa. "Offrire nuove forme di sostegno all'abitare più flessibili rispetto alle case popolari", spiega l'assessore al Welfare Amelia Frascaroli. In tutto sono 242 gli appartamenti destinati all'emergenza abitativa, sparsi per la città tra il Galaxy, via del Roncaglio, via Dino Campana e appartamenti sparsi.

Le attività. I laboratori per ragazzi saranno aperti a tutto il quartiere, anche se una quota di posti sarà riservata a utenti segnalati dai servizi sociali. Si va dall'informatica alle stampe 3d, passando per giardinaggio e cura del verde.  Negli ultimi mesi la coop Terraverde si è già messa avanti con i lavori, sistemando una parte del giardino assieme a un gruppo di otto ragazzi segnalati dai servizi del territorio. La bottega sociale funzionerà come le altre di Case Zanardi. "Partiremo da un nocciolo di quindici nuclei - spiega Luciano Bassi di Rete Lame - a cui daremo una tessera a punti per fare la spesa nell'emporio, dove ci saranno prodotti alimentari, e beni di prima necessità". Gli altri laboratori, organizzati da un ampio ventaglio di associazioni, partiranno nelle prossime settimane grazie al contributo di circa 35mila euro, messo avanti dalla Fondazione Carisbo, che

 ha permesso di restaurare gli spazi comuni del piano terra. "E' ancora poco - spiega Paolo Beghelli della Fondazione - ma dal 2016 cercheremo di aumentare il nostro impegno nel sociale". Per il presidente del quartiere Daniele Ara, "lavorare sull'emergenza abitativa significa fare un lavoro costante di integrazione, progetti come questi sono importanti, perché servono a fornire a queste persone modalità di riscatto, oltre che un tetto sopra la testa".

 

Il progetto del Comune e delle associazioni di volontariato
Non solo una casa ma anche laboratori e corsi

L’ex studentato in via del Battiferro

BOLOGNA - «Io e la mia famiglia ci siamo trasferiti in Italia 14 anni fa, e da un anno, grazie al progetto “Beverara 129” gestito dal Comune di Bologna e dall’Azienda pubblica di servizi alla persona della città, viviamo in un appartamento del complesso residenziale ex studentato Battiferro in via Beverara 129. Essendo in gravi difficoltà economiche il progetto ci ha dato una casa dove viviamo insieme a due dei nostri sei figli, gli altri sono rimasti in Romania». A parlare è Ionne Cioaca, romeno, disoccupato da tempo, che insieme alla moglie lascia entrare in casa sua per testimoniare in prima persona l’aiuto ricevuto dal progetto inserito all’interno di «Case Zanardi».


La residenza contro l'emergenza abitativa

IL PROGETTO - Nel complesso residenziale dell’ex studentato Battiferro sono 24 gli appartamenti (per un totale di 100 posti letto) che l’Asp della città di Bologna, in collaborazione con il Comune e l’Associazione Terra verde onlus, ha destinato alle famiglie in difficoltà, costituendo un progetto di emergenza abitativa con annessa valorizzazione sociale degli spazi comuni. L’Istituzione «Inclusione sociale e comunitaria Don Paolo Serra Zanetti», in accordo con i servizi sociali, gestisce le assegnazioni degli alloggi tramite concessioni di 18 mesi, prorogabili di ulteriori sei.


IL COMUNE - Gli educatori presenti nei laboratori «Labidea» invece coinvolgono i ragazzi in attività creative, manuali e di fantasia, utilizzando anche programmi a computer di grafica tridimensionale e di modellazione per stimolare le loro capacità e inserirli in ambito lavorativo. «L’ex studentato Battiferro diventerà un contenitore sociale di grande vitalità dove si intersecano forti esperienze di vita e si possono creare le basi per un progetto di integrazione e cittadinanza attiva. La nostra speranza è che questa esperienza possa fornire indicazioni utili anche ad altri contesti in città», conclude Amelia Frascaroli, assessore al Welfare di Bologna

01 dicembre 2015