Il Coordinamento Volontariato Lame: dal 1994 ad oggi

 

Già attivo sul territorio dal 1994, il Coordinamento delle Associazioni della Zona Lame (allora si chiamava così) era costituito da 13 associazioni, le firmatarie dell’Atto Costitutivo e dello Statuto, registrato agli Atti Privati di Bologna il 25 marzo del 1997.

Le associazioni erano: ACLI, AGESCI, Associazione Famiglia Aperta, Associazione IG.QUA.NA., Centro Sociale Casa Gialla, Centro Sociale Pescarola, GAVCI, Gruppo le Radici, LILA, Oratorio Davide Marcheselli, Oratorio San Martino, Oratorio Sant'Ignazio, Polisportiva Lame.




Fin dal 1995 l’impegno prevalente del CVL si esprimeva in ambito educativo, proprio in forza della collaborazione della maggior parte delle associazioni costituenti, già impegnate nello stesso campo: minori e giovani, con particolare attenzione per le situazione di maggiore disagio e a rischio di devianza.

 

Le parti interessate (gli stakeholder) erano: le associazioni che si dedicavano ad attività educative in maniera diretta o indiretta, il target privilegiato dagli interventi educativi, i Servizi Pubblici istituzionalmente preposti a quell’ambito (Poliambulatorio Lame come sede decentrata) e il Quartiere Navile (per ciò che concerne la/le sede/i operativa/e assegnata/e).

 

A partire dal 1995 vengono attivati i primi due progetti a favore dei minori del territorio:
“Giovani Insieme”, un luogo di accoglienza e socializzazione aperto a bambini e ragazzi, che poi si trasformerà in un gruppo socio-educativo per soli pre-adolescenti in collaborazione con il Settore Sociale del Comune; e un progetto di animazione estiva. in collaborazione con tutte le associazioni del territorio (denominato nei primi anni “Vivere insieme l’estate al Navile”, poi divenuto il “Palio delle Lame”, le “Botteghe della Fantasia”, “E…state in festa”, la “Casa dei Giochi”… ).

 

Dal 1999, per iniziativa del C.V.L., diventa operativo sul territorio il progetto di rete “Un villaggio per educare”, sostenuto dapprima dal Centro servizi per il Volontariato, poi per quattro anni dalla Legge 285 e nell’ultimo anno dal solo volontariato.

Partendo da una conoscenza diretta del territorio e delle sue risorse ed analizzando bisogni e necessità tramite un lavoro in rete tra Volontariato e Istituzioni, il “Villaggio” sperimenta azioni mirate all’attivazione di percorsi di promozione del benessere collettivo, con particolare riferimento alle fasce più giovani della popolazione. In questi anni, dal tavolo di rete delle associazioni del C.V.L. vengono promossi e realizzati numerosi progetti che si concretizzano in attività educative e di tempo libero (gruppi socio-educativi, laboratori, animazione estiva, centro di aggregazione giovanile, ecc.), attività formative (per educatori, insegnanti, genitori, nonni, …), sportelli di ascolto, feste ed eventi vari (concerti, tornei, convegni, ecc.).

 

Dal 2005 inizia il periodo più difficile e più faticoso, per la mancanza di sostegni economici adeguati e/o per i pesanti ritardi nell’erogazione di finanziamenti in convenzione. Si è costretti ad aumentare le quote di autofinanziamento da parte dei soci e l’impegno di volontariato per consentire la continuazione delle diverse attività già consolidate sul territorio. Attraverso una molteplicità di progetti,il Coordinamento Volontariato Lame prosegue con continuità l’impegno a favore dei giovani e delle loro famiglie, allargando progressivamente il suo raggio di azione.

 

E’ della fine del 2005 la stesura partecipata di una bozza di convenzione, altrimenti definita “Patto di Solidarietà per le Lame”, elaborata da un tavolo costituito da rappresentanti del C.V.L. del Quartiere, del Servizio Minori e Famiglie del Comune, del Centro di Giustizia Minorile e delle Scuole del territorio, e finalizzata alla trasformazione del progetto “Un villaggio per educare” da una fase sperimentale ad una consolidata, nonché a svilupparsi anche tramite altri progetti, attraverso l’ampliamento continuo della rete, la definizione degli obiettivi e delle risorse di ogni soggetto che siede intorno al tavolo rispetto a questo progetto e alla sottoscrizione di un impegno reciproco. Che però non approda a nessun risultato concreto.

 

Sorte analoga colpisce il progetto “Un Villaggio Solidale”, finalizzato alla promozione di una comunità in cui le persone possano arrivare alla decisione di non ignorarsi, ma di farsi carico dei problemi che capitano nella vita di ogni giorno, creando reti di famiglie, di condominio, di volontariato, cercando soluzioni ai vari problemi in modo partecipato. Tutto ciò al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita di tutti gli abitanti della zona, utilizzando sempre il metodo della co-progettazione e auspicando la sperimentazione di un modo diverso di gestire i servizi, capace di coinvolgere il volontariato su un piano di vera sussidiarietà.

 

La difficoltà oggettiva nasce da un mancato riconoscimento di quella pari dignità tra Volontariato e Istituzioni, che è l’unica condizione capace di garantire una autentica co-progettazione.

 

Nell’estate del 2008 il Coordinamento Volontariato Lame restituisce al Quartiere le sedi nelle quali si sono realizzate per anni attività socio-educative rivolte a minori e giovani e sposta la sua attività ad un ambito prevalentemente sociale. Cambiano via via gli stakeholder interni ed esterni.

 

Pur nel parziale cambiamento delle parti in causa, il C.V.L. continua attivamente il percorso per la costruzione di una vera rete tra Volontariato e Istituzioni, che giunge a compimento a fine 2009 con la firma della “Convenzione della Rete Lame”, nella quale si riconosce che “le organizzazioni del territorio costituiscono un patrimonio per la comunità essendo da tempo impegnate in azioni che hanno contribuito, tramite un lavoro in rete tra associazioni e Istituzioni, alla riduzione del disagio con particolare riferimento ai giovani, al miglioramento della qualità di vita del territorio e alla promozione del benessere collettivo”.

La rete è costituita da Quartiere Navile, Biblioteca Lame, Scuole del Territorio, Coordinamento Volontariato Lame ed altre associazioni, e “intende porsi come strumento operativo di affermazione dei principi di governo del territorio basati sulla sussidiarietà e sull’idea di welfare community”, alla base dei quali “si collocano la centralità della persona, delle relazioni sociali e della comunità intese non solo come portatrici di problemi e bisogni, ma anche di risorse e competenze”.

 

Negli anni successivi, grazie alla co-progettazione all’interno della Rete vengono realizzati alcuni importanti progetti: Divercity – EtichaLame – poi a fine 2011 ha inizio il progetto Cittadini di Pescarola, tuttora attivo.

 

Dopo l’iniziale periodo di grande fervore, anche la Rete Lame rallenta le sue attività, almeno per la parte di competenza istituzionale, finché, grazie alla volontà del Presidente di Quartiere, nel corso del 2014, si giunge ad una nuova formulazione, sotto forma di protocollo d’intesa.

La Rete Lame, così rinnovata, è costituita da: Quartiere Navile, Coordinamento Volontariato Lame, Associazione Terra Verde Onlus, Associazione “Senza Il Banco”, Cooperativa Sociale “Senza Il Banco”, Istituto Comprensivo 3 Lame, I.T.C.S. ROSA LUXEMBURG e Biblioteca “Cesare Malservisi”. Individua come destinatari dei propri interventi:

a)la CITTADINANZA/COMUNITA': la rete realizza interventi mirati a coinvolgere tutti gli abitanti del territorio, con particolare attenzione allo sviluppo delle relazioni sociali e di responsabilità sociale,

b) i GIOVANI e le FAMIGLIE: la rete si propone di sostenere il percorso educativo dei bambini e di valorizzare la funzione delle famiglie, attraverso proposte indirizzate alla scuola, al tempo libero, al sostegno della genitorialità.

 

Il progetto “Case Zanardi a Pescarola” – realizzato nel corso del 2014 sulla base di un protocollo d’intesa tra il Comune di Bologna e una rete associativa (costituita da: CVL capofila e altri soggetti attuatori: Associazione Terra Verde, Associazione Senza il Banco, Coop. Sociale Eta Beta, Associazione Dispositivi PsicoSociali) si è posto come obiettivi:

il contrasto in maniera sistematica di ogni forma di spreco (di lavoro, di relazioni e di beni)

la messa a sistema delle risorse materiali ed umane esistenti sul territorio

il potenziamento delle iniziative già realizzate sul territorio dal CVL e da altre organizzazioni del terzo settore.

La realizzazione del progetto ha consentito di delineare in maniera più precisa e dettagliata le azioni svolte nei diversi ambiti, l’uso dei luoghi del territorio aperti alla cittadinanza e di aprire nuovi rapporti di collaborazione (protocollo siglato tra Comune, Quartiere, A.C.E.R., Comitato Residenti del comparto Agucchi/Zanardi e CVL per favorire una miglior gestione del comparto di edilizia popolare) .

Per il 2015 è in cantiere un nuovo progetto di rete (Solidarietà, Condivisione e Benessere nella Zona Lame), per il quale è previsto il sostegno economico della Fondazione Carisbo. Parte del progetto si svolgerà nel rione Beverara dove si potrà disporre di una sede messa a disposizione dall’ASP Città di Bologna.

Il tutto, ovviamente, andrà a modificaree ad ampliare i portatori d’interesse, a tutti i livelli, interni ed esterni.

 

Dal 2016 è stato avviato anche il progetto “La comunità che cura: una ricerca-azione per promuovere salute e partecipazione nella zona di Pescarola (Bologna)”, sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

 


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